Due punti a Capo: Manital ko 69-71

23.11.2015 02:08

Tanto, tanto rammarico. Questo è lo stato d’animo che assale me e i tifosi della Manital Torino al termine della partita con Capo d’Orlando: poteva essere la giornata della svolta, quella che ti cambia una stagione, che ti regala quell’iniezione di fiducia necessaria per puntare in alto. É bastata una squadra organizzata, decisamente meno talentuosa di Milano ma molto più solida, per espugnare il PalaRuffini 69-71 e spegnere i sogni di gloria della Manital. Almeno fino all’arrivo di Dyson e al ritorno di White. Al termine di una partita combattuta per tutti i 40’ di gioco, la Betaland ha espugnato il PalaRuffini grazie alla maggior lucidità nei minuti finali: prima ha condotto di 8 punti nel quarto periodo, quindi dopo aver subito il ritorno di Torino ha saputo trovare i colpi vincenti per tornare in Sicilia con due punti pesantissimi, che la innalzano dalla zona retrocessione e che lasciano all’ultimo posto in classifica la Manital. TRAZIONE TRICOLORE - É stata una Manital fortemente italiana quella che ha lottato per 40’, guidata dalla leadership di Mancinelli e dalla regia di Giachetti. Nonostante le precarie condizioni fisiche in seguito ad un leggero infortunio rimediato nel corso della settimana, il Mancio ha disputato la sua seconda grande partita consecutiva, segnando 17 punti, difendendo, realizzando 5 punti pesantissimi nel concitato finale che potevano cambiare volto alla domenica cestistica sabauda. Giachetti ha segnato dalla media e dalla lunga distanza, ha dimostrato di essere uno dei pochi in maglia gialloblù a saper giocare con altruismo il pick and roll, ha dimostrato di essere sulla buona strada per tornare quello della passata stagione: vero, la serie A è ben più complicata della seconda serie nazionale, ma sono certo che se il play livornese avesse avuto un po’ più di serenità durante la preseason, adesso sarebbe il padrone della squadra. IVA-NO - La peggior partita di Ivanov dall’inizio della stagione. Pochi punti, problemi di falli, difesa disastrosa nei momenti decisivi del match. Bechi ha provato a sostituirlo con un Ebi in condizioni pessime, ancora convalescente: pochi giri di lancetta e poi di nuovo fiducia obbligata al centro bulgaro. Che, racconta radio mercato, avrebbe già trovato l’accordo con Caserta: sottolineare la cosa alludendo allo scarso impegno è il peggior modo per salutare un giocatore che ha dato tanto a Torino in questo inizio di stagione, oltre che essere un modo poco elegante e grossolano per cercare l’ennesimo capro espiatorio. JASAITIS - Giocatore chiave della partita, in attacco e in difesa. Il lituano ha dimostrato ancora una volta che saltare, correre e fare a sportellate sono orpelli utili ma non necessari per la pallacanestro: lineare, gran difensore, ottimo tiratore, grandi letture, freddezza dalla lunetta. Ha letteralmente annullato Dawkins nella seconda metà di partita e quando Bechi ha provato a limitarlo a sua volta mettendogli alle calcagna Robinson, è stato intelligente mettendo in ritmo i compagni per poi piazzare il doppio colpo vincente nell’ultimo minuto di partita. Il paradiso dei cestisti esiste, si trova nel nord Europa ed è la Lituania. Jasaitis è il suo angelo. GIOVANI E SFRONTATI - Pearl, Laquintana e Ihring: classe 1995 i primi due, 1998 il terzo. Ficcanti nelle penetrazioni, dotati di energia e tecnica, capacità di leggere la pallacanestro regalando grattacapi alla difesa torinese. Pearl non ha perso la calma nei secondi finali, quando ha effettuato la rimessa decisiva pescando nel cuore dell’area Jasaitis, Laquintana ha giocato alla grande per tutto il tempo in cui è rimasto in campo. Un discorso a parte lo merita Ihring, entrato in campo grazie all’assenza di Ilievski, autore dei suoi primi 6 punti in serie A facendo letteralmente impazzire Miller. MILLER O ROBINSON? - Meglio i Beatles o i Rolling Stones? Abbassando decisamente l’asticella, meglio Miller o Robinson? L’arrivo di Dyson costringerà la società a prendere delle decisioni, tagliando uno dei due statunitensi. Osservando le scelte e le responsabilità assegnate in campo, pare evidente che Dawan sia ormai con le valigie in mano: Miller è stato chiamato spesso in causa nei possessi decisivi, giocando minuti e palloni importanti. La domanda che mi faccio io è: si può rinunciare a un buon difensore come Robinson, decisamente scarso al tiro, per tenere un pessimo difensore (di gran lunga il peggiore visto finora al Ruffini) in grado di creare dal palleggio, caratteristica che accomuna Ian con il nuovo arrivato Dyson? DJ WHITE - L’area torinese è ormai una multiproprietà, vista anche l’assenza di Ebi e la poca presenza di Ivanov. Oriakhi ha dominato nel rettangolo sottocanestro, Metreveli (non è un errore di battitura, proprio QUEL Metreveli) ha giocato minuti di qualità, Nicevic ha intrattenuto gli avversari con il vecchio manuale del post basso. Cercasi un pivot disperatamente. MERCATO - Come avevo annunciato la scorsa settimana, Jerome Dyson è in arrivo sotto la Mole: a far spazio al playmaker campione d’Italia con la Dinamo Sassari sarà con tutta probabilità Dawan Robinson. Il ritorno di White e di Rosselli permetterà alla Manital di scendere in campo con la configurazione ottimale: il modo migliore per provare a recuperare i punti lasciati al PalaRuffini già sabato sera a Trento.   CREDITS: Foto Ufficio Stampa Auxilium Cus Torino.

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